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Colline Pescaresi

Colline Pescaresi

E’ il territorio dei primati: i borghi più belli d’Italia hanno qui alcune roccaforti; le città del vino riempiono qui i loro migliori bicchieri; le città dell’olio conquistano podi grazie al sapore della terra dove la montagna e il mare si incontrano. Un territorio che unisce cultura ed enogastronomia.

Dalle pendici della Maiella e del Gran Sasso un dolce movimento discendente attraversa i borghi rurali delle dolci colline delle Terre Pescaresi per raggiungere il pescoso mare Adriatico; 18 sono i comuni che costituiscono l’intero comprensorio.

 

Le Magnolie Loreto Aprutino

LE 5 EMOZIONI

Fra Frantoi e Cantine. le colline pescaresi si rincorrono dolcemente tra mare e montagna, un paesaggio dominato dalle coltivazioni mediterranee, ovunque a perdita d’occhio vigneti e oliveti, vecchie pergole e moderni filari, ulivi ritorti e selvaggi. In questa zona è bello perdersi tra cantine e frantoi, per assaggiare il gusto più vero di questo territorio.

Pescara Vecchia. Le case sono quelle basse di d’Annunzio, ma nei bassi delle case di Pescara Vecchia c’è un mondo che si esplora a tavola. Corso Manthoné, via delle Caserme e via dei Bastioni è il perimetro in cui mangiando si scopre la vocazione cittadina dell’accoglienza.

Paesaggi Rurali. La campagna pescarese si svela fra vigneti, uliveti, colline e borghi rurali. Uno dei templi in cui l’essenza del territorio affiora netta è l’abbazia di Santa Maria in Piano a Loreto Aprutino, piccolo gioiello dell’umanità per il monumentale giudizio universale che custodisce, specchio di un territorio dove la civiltà contadina è divenuta architettura.

Antipasti di Mare e Brodetto alla Pescarese. Il mare nel piatto degli antipasti è una cosa che si trova soltanto qui. Caldi e freddi, cotti o crudi, fra Pescara e dintorni ci si sazia solo di antipasti di mare. Anche se il brodetto vale, ma che sia alla pescarese: pescato fresco di giornata, cotto con olio extravergine di oliva, firfellone (peperone rosso secco), prezzemolo e aglio.

Tondino del Tavo. Il “Tondino” cresce nella vallata del fiume Tavo da Farindola a Cappelle e Loreto Aprutino che ne vanta la produzione maggiore. Questo piccolo fagiolo bianco tondo e dalla buccia sottilissima, buono anche solo lesso e condito semplicemente con olio extravergine di oliva Dop Aprutino Pescarese, riempie infiniti piatti. 

 

LUOGHI E CIBI

Centro storico di Loreto Aprutino. La città di Loreto Aprutino è luminosa e chiusa al contempo, calata nelle colline, immersa nel suo silenzioso scorrere di vite contadine. Il passato emerge dalle facciate dei nobili palazzi del suo centro storico, fra le strade dove rimbombano i passi e i rintocchi delle antiche chiese, nei suoi numerosi musei, sulla cinta del maestoso rinato castello che oggi la anima.

Musei di Pescara vecchia. Il Museo delle Genti d’Abruzzo a Pescara è un viaggio dentro tutta la storia etnografica d'Abruzzo e dentro il bastione che domina il suo centro storico, a un passo da casa d'Annunzio, sul fiume. A cento metri l'antico cenacolo dei Cascella, oggi esposizione e sul mare il Museo che guarda l'Adriatico, con i capodogli e le sue conchiglie.

Mercati di Pescara. Il pesce si muove ancora nelle scafette della banchina nord del porto di Pescara o al fresco del mercato ittico lì di fronte; i prodotti della campagna pescarese sono venduti direttamente dagli agricoltori nel mercato coperto di Campagna Amica, adiacente al mercato Ittico in via Paolucci e in alcune bancarelle all’interno dei mercati coperti di via dei Bastioni e di largo Muzii dove la spesa si sceglie, come una volta. 

Castello Chiola Loreto Aprutino

Vini delle Colline Pescaresi. Rincorrersi di colline tra Maiella e Adriatico, una distesa verde perennemente segnata dagli olivi e dalla vite. È questa la patria nobile del montepulciano. Tra colline e paesini antichi, da sempre si coltiva la vite, con perizia antica e piglio moderno. Basterebbe il nome di Valentini per suggellare una fama che vola di bocca in bocca, ma a fianco a lui una moltitudine di cantine artigiane e grandi aziende cooperative che lavorano in qualità e costanza. I vini di questo territorio sono ricchi e mediterranei, ma anche eleganti e profumati, perfettamente gastronomici. Dai potenti ed ambiziosi Montepulciano d’Abruzzo, ai sempre più buoni trebbiano dal profilo integro ed acido, sino ai divertenti autoctoni.

DOP Aprutino Pescarese. Dritta, leccino e toccolana sono le rustiche e pregiate varietà di olive che combinate compongono l’olio extravergine di oliva Dop Aprutino Pescarese, tra le prime 5 Dop riconosciute dalla Comunità Europea. Il vasto territorio di produzione è compreso nella provincia di Pescara tra Gran Sasso e Maiella, tra colline vestine e casauriensi, l'alta valle del fiume Pescara e la costa. Aprutino da “Aprutium”, antico toponimo vestino.

 Parrozzo. Pane rozzo, dolce al gusto di mandorle e cioccolata, tanto buono che quando d'Annunzio lo assaggio scrisse al Parrozzo un madrigale e ne fece un'eccellenza fuori dai confini pescaresi. Oggi il suo gusto amaro sa di storia e di territorio, a Pescara e nelle case si impasta ancora a mano.

Mugnaia di Elice. Fatta a mano come una volta, e condita con saporito sugo di maiale, castrato e pecorino. Piatto rustico, nato dai mugnai che macinavano il frumento nei mulini a palmenti lungo il fiume Fino. Semola di grano duro e un quarto di tenero, sale e acqua l'impasto lavorato ad arte con i polpastrelli in lunghi cordoni, che fa capo al piccolo borgo medievale di Elice (Ilex).

Porchetta. Se l'arrosticino unisce, la porchetta fonde socialità e gusto, proponendosi come il cibo da strada più trasversale e metropolitano di tutti. Due o tre tipi qui vanno per la maggiore e si fanno trovare anche nei negozi, ma il porchettaro vero è quello che taglia on the road, al mercato, alle feste, dove meno te lo aspetti o lo devi cercare.

Animali da cortile. Non tutte le aie e le stalle domestiche sono perdute. Fra le colline pescaresi polli, galline, conigli, tacchini, oche e papere mute ci sono ancora. Vettori di proteine pure con le uova, oppure testimoni del sapore “selvaggio” di antichi arrosti, brodi, umidi e spezzatini della tradizione.

Vino Cotto. Il mosto ottenuto dalla pigiatura di uve bianche e/o rosse viene fatto bollire per ore, a fuoco vivo, all’interno di una grossa caldaia di rame o di acciaio; dall’evaporazione dell’acqua e dalla trasformazione delle componenti organiche, si ottiene un mosto concentrato che una volta raffreddato viene unito a mosto di prima spremitura e lasciato fermentare ed affinare in piccole botti di legno per un periodo variabile da 1 a 40 anni e oltre. Si consiglia di degustarlo a fine pasto abbinato a prodotti di pasticceria secca abruzzese.  

Birra artigianale. E' nuovo e green il progetto Spoltore Polo della Birra artigianale per rilanciare immagine, economia e turismo del centro di eccellenza della produzione brassicola di livello nazionale. E' il territorio di produttori affermati come Jurij Ferri, mastro birraio Almond, quotato tra i primi dieci in Italia, pioniere e faro del movimento dei birrai indipendenti in crescita verticale nel centro-sud 

 

 

 

 



  

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Maiella

Montagna madre per gli abruzzesi e luogo di fede, è dominata da una natura selvaggia e rigogliosa, attraversata da spettacolari sentieri e punteggiata di eremi incastonati nella roccia.

Gran Sasso

Fra riserve e altopiani, il Gran Sasso è uno dei luoghi più noti dell'Abruzzo: la natura incontaminata del comprensorio ha un potere d'attrazione quasi magnetico, che si comprende appieno quando si incontrano gli animali allo stato brado nella Valle d'Angri o nell'area faunistica del camoscio, quando si fa trekking sul Voltigno o si ammira la spettacolare Cascata del Vitello d'Oro.

Colline Pescaresi

Un territorio che unisce cultura ed enogastronomia grazie a una serie di eccellenze: vanta alcuni tra i borghi più belli d'Italia, vitigni di rilevanza internazionale e una produzione olearia che conquista premi e riconoscimenti.

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