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La Majella (o anche Maiella)

La Majella (o anche Maiella)

Montagna madre per gli abruzzesi, luogo della fede, popolato di spettacolari sentieri e di eremi incastonati nella sua pietra, è luogo di una natura selvaggia e rigogliosa.

Vita, folclore e spirito dominano paesaggi, sapori e bellezza dell’intero comprensorio della Majella. Il comprensorio Maiella comprende 12 comuni delle Terre Pescaresi localizzati all’interno del Parco Nazionale della Majella e 2 contigui che facilitano l’accesso all’estesa area naturale protetta.

 

LE 5 EMOZIONI

Eremi della Majella. Sono scavati nella roccia della montagna del Morrone, a strapiombo su gole e sentieri impervi, gli eremi della Majella. Le vie per gli eremi di S. Spirito, S. Bartolomeo, S. Onofrio, S. Giovanni, sono immerse nel silenzio: il cammino spirituale degli eremiti è bellezza incontaminata per chi scopre gli affreschi, le pitture rupestri e le testimonianze di fede e sacrificio.

Abbazie della Majella. E’ forse l’abbazia più monumentale della Majella quella di S. Liberatore. Il monastero che colpisce per la sua architettura essenziale, per il bianco che si staglia sulle verdi pendici della montagna di Serramonacesca. Più romantico l’impatto con l’abbazia di Santa Maria Arabona, chiostro secolare delle promesse d’amore e dei misteri.

Vini della Majella. E’ sorprendente la capacita dei vitigni abruzzesi di attagliarsi al paesaggio: in questo spicchio di Abruzzo arrampicato ai limiti della Maiella - il montepulciano sembra proprio essere arrivato da qui - passeggiare tra le cantine è emozionante, un paesaggio aspro e clima difficile, dove fermarsi ad assaggiare vini tesi, cui territorio e clima forgiano profumi sottili ed eleganti.

Agnello della Majella. Gusto deciso con dentro il profumo dei pascoli di alta montagna, l’Agnello della Majella cotto alla brace senza condimento e insaporito con solo un pizzico di sale esprime il suo sapore migliore. Le carni tenere e ben frollate, i profumi e i sapori della cottura, offrono un’esperienza gustativa indimenticabile.

Pani della Majella. E' abitato fin dal Paleolitico l'altipiano della Valle Giumentina, culla di cereali antichissimi che divengono profumate pagnotte cotte a legna con lievito madre. Da Sant'Eufemia a Maiella ai borghi rurali i pani neri o bianchi sono tornati in auge grazie a farine antiche.

 

LUOGHI E CIBI 


Terre Pescaresi: colori della Majella
Il Parco Nazionale della Majella. Le alte montagne, le verdi valli, i corsi d’acqua cristallina, i siti preistorici ed archeologici, gli insediamenti agro pastorali, la protetta fauna e ricca flora offrono a tutti la possibilità di vivere esperienze attive in natura. Ampia ed organizzata è la rete dei sentieri della Maiella da percorrere a piedi, a cavallo, in mountain bike o con ciaspole e sci nel periodo invernale. Innovativi i safari proposti alla scoperta dei grandi mammiferi come lupo, orso, cervo, capriolo, cinghiale.

Ecomuseo di Valle Giumentina. Protetta dalle imponenti montagne della Majella, abitata sin dal paleotico inferiore, il fertile altipiano della Valle Giumentina è considerato uno dei principali siti in Italia del periodo. Un percorso guidato accompagna alla scoperta della storia del luogo e alla vista delle tipiche capanne a falsa cupola in pietra, costruite in ambiente agro-pastorale.

Riserva Naturale Regionale Sorgenti del Pescara. Con 7mila litri di acqua al secondo le Sorgenti del fiume Pescara sono fra le più ricche e spettacolari dell'Appennino. Le acque limpide provengono dal gruppo del Gran Sasso e dal Parco del Sirente Velino, percorrono un tragitto sotterraneo di 30 giorni e riaffiorano in superficie ai piedi del Colle di Capo Pescara. La riserva naturale, oasi WWF, ospita la trota di fiume appenninica e un piccolo nucleo del gambero di fiume del centro Italia.

Il Volto Santo. Alle pendici della Maiella il Santuario di Manoppello custodisce una delle reliquie più preziose della cristianità, il Volto Santo del Signore. A quel velo è legato il nome di questo paese alle porte del Parco nazionale della Maiella. Una storia sospesa tra leggenda e realtà che da sempre invita a ritrovare una dimensione spirituale.

Caramanico Terme. Natura e benessere condizionano e modellano lo stile di vita in questo piccolo borgo medievale nel cuore della Maiella. Le qualità terapeutiche delle acque minerali sulfuree e oligominerali, i benefici dei trattamenti termali, l’ambiente salubre e il clima mite ne fanno il luogo ideale per vivere una esperienza all’insegna del benessere.

Popoli. Le sorgenti dei 2 fiumi Giardino e San Callisto, i 2 fiumi Aterno e Pescara che attraversano il paese, le preziose acque sulfuree utilizzate per le cure e trattamenti nello stabilimento termale, identificano Popoli, “Città delle Acque”. Benessere e natura convivono nella Riserva Naturale di Monte Rotondo dove lupo appenninico, cervo, gatto selvatico, aquila, falco pellegrino, lodaiolo e coturnice si incontrano.

Ulivi secolari di Tocco da Casauria. Maestosi e imponenti, i tronchi contorti degli antichi ulivi della varietà autoctona Toccolana o Pollice che crescono in vaste zone collinari del Casauriense, raccontano che la coltivazione dell'olivo su queste colline ha una storia importante e secolare come riportato sulle cronache medievali del Chronicon Casauriense e regalano al paesaggio una silenziosa bellezza.

Formaggi della Maiella. Profumano di pascolo di montagna i formaggi di latte ovino e caprino della Maiella. Vanno distinti tra formaggi transumanti e non. I primi stagionati sotto fieno e crusca, i secondi di varia stagionatura, in ogni caso misti di pecora e capra. Sapori unici, come la ricottina di capra sul pane di grano solina di San Nicolao (Caramanico).

Mieli della Maiella. La Maiella è il regno dei fiori e il suo miele racconta le mille essenze che ne costellano le praterie incontaminate. Miele millefiori e di acacia, puro e genuino, fatto artigianalmente da aziende a conduzione familiare come quelle di Pietro Amoroso, ultra 80 enne allevatore di api a Caramanico Terme (“miele più buono d’Italia” nel 2008 a Montalcino) e di Carlo Palumbo, a Roccamorice.

Cultivar Toccolana. Resa elevata e maturazione tardiva delle olive caratterizzano la varietà Toccolana, o Pollice, tipica dei comuni di Tocco da Casauria, Castiglione a Casauria e Torre dei Passeri. Da questa cultivar unica e pregiata si ricava un olio dal sapore fruttato medio ed erbaceo, con note di mandorla verde e pomodoro, che concorre alla composizione dell'olio extravergine d’oliva DOP Aprutino Pescarese insieme alle varietà dritta e leccino.

Cereali della Maiella. Il fertile altopiano della Valle Giumentina nel cuore del parco della Maiella, è la culla di cereali antichissimi, capostipiti dei moderni grani, duri e teneri. Vecchi ecotipi locali di grani teneri come il solina, frasinese, casorella, gentilrosso e poi farro (autunnale), miglio, orzo, saragolla. Coltivazioni biologiche, rinate grazie agli agricoltori custodi della biodiversità della Maiella.

I liquori della Maiella. Il Centerba, o liquore Centerbe, dal colore verde smeraldo dall’alta gradazione alcolica (fino a 70 gradi) e dall’intenso profumo di erbe difficilmente distinguibili. Il Liquore alla Genziana, ottenuto dall’infusione a freddo delle radici della pianta in alcool o vino, dal colore giallo paglierino, dal sapore inteso con una importante nota amara. La Ratafia, liquore dolce ottenuto dalla macerazione di amarene locali con vino rosso Montepulciano d’Abruzzo, dal colore rosso amarena con gradazione alcolica non superiore ai 22 gradi.     



  

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Maiella

Montagna madre per gli abruzzesi e luogo di fede, è dominata da una natura selvaggia e rigogliosa, attraversata da spettacolari sentieri e punteggiata di eremi incastonati nella roccia.

Gran Sasso

Fra riserve e altopiani, il Gran Sasso è uno dei luoghi più noti dell'Abruzzo: la natura incontaminata del comprensorio ha un potere d'attrazione quasi magnetico, che si comprende appieno quando si incontrano gli animali allo stato brado nella Valle d'Angri o nell'area faunistica del camoscio, quando si fa trekking sul Voltigno o si ammira la spettacolare Cascata del Vitello d'Oro.

Colline Pescaresi

Un territorio che unisce cultura ed enogastronomia grazie a una serie di eccellenze: vanta alcuni tra i borghi più belli d'Italia, vitigni di rilevanza internazionale e una produzione olearia che conquista premi e riconoscimenti.

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